Eventi & News

VIAGGIATORI NEL TEMPO #3 _ Da Terni all'Australia
15 Settembre 2017

  • Oggi vi raccontiamo come fu che la fama della Cascata delle Marmore arrivò ai suoi antipodi geografici, ovvero nella lontanissima, e all’epoca sconosciuta e misteriosa, Australia. L'autore dei dipinti che sono le immagini di corredo a quest’articolo, l'artista austriaco Eugene Von Guerard (nato a Vienna nel 1811) ha vissuto la sua giovinezza a Napoli dove il padre Bernhard era impiegato come artista di corte da Ferdinando II, Re delle Due Sicilie. Dopo la morte per colera del padre nel 1836, Von Guerard rimase a Napoli ancora un paio d'anni, poi nel maggio del 1838 partì per Düsseldorf attraversando l'Italia centrale. Come avrebbe fatto per il resto della sua vita, il pittore ha allora registrato il suo viaggio in piccoli taccuini tascabili, annotando i luoghi e le date delle visite in maniera meticolosa. Siccome era stato abituato a fare simili escursioni di studio con il padre, adottò questa pratica anche durante il viaggio al termine del quale si trasferì in Germania. Dopo aver visitato Sora e Roma, sappiamo pertanto dalla lettura dei taccuini che tra il 14 e il 15 Luglio soggiornava nei pressi di Terni, per poi muoversi in direzione di Spoleto. L’artista tracciò in alcuni schizzi il ricordo del fiume Nera che si snodava immediatamente a fianco della strada che attraversava la sua valle, una città turrita (probabilmente Terni), poi il Lago di Piediluco, la Rocca e il ponte delle Torri di Spoleto. La tela con la Cascata delle Marmore è stata dipinta però soltanto nel 1845, quella del Lago di Piediluco nel 1847. In definitiva, Von Guerard si basò quindi sulla sua memoria fotografica, affidata ai disegni presi in loco, secondo una pratica diffusissima nel Settecento e ancora per tutto l'Ottocento. Quasi un decennio dopo il suo viaggio, Von Guerard era infatti ormai al termine degli studi all'Accademia di Belle Arti di Dusseldorf dove si affermò come pittore paesaggista proprio con le tele ispirate dal ricordo dei luoghi umbro-laziali che tanto lo avevano suggestionato. Un'attenta osservazione del mondo naturale e la convinzione che la mano di Dio era in tutti i fenomeni naturali, sono stati due dei principi guida del Romanticismo, entrambi i quali sono stati accolti con entusiasmo dall'artista, considerato un maestro nella composizione dei suoi dipinti e nel bilanciamento cromatico. Von Guerard lasciò Dusseldorf nel 1848, intenzionato a recarsi in California. Nel 1852 salpò dall'Inghilterra verso il continente americano: attratto dalla corsa all'oro, acquistò dei terreni allo scopo di sfruttarne le eventuali risorse minerarie. Il suo diario descrive il suo anno sfortunato alla ricerca di giacimenti auriferi. Non perse comunque l'abitudine al disegno, facendo moltissimi schizzi a matita. Dall'America si trasferì poi in Australia nel 1854, dove rimase per ben 16 anni, viaggiando e abbozzando disegni per dipinti che raffigurarono per la prima volta le zone selvagge delle regioni Victoria, Tasmania, New South Wales, South Australia e Nuova Zelanda, a volte in compagnia di celebri spedizioni scientifiche come quelle guidate da Alfred Howitt nel 1860 e da Georg von Neumayer nel 1862. In seguito ha trasferito molti dei suoi schizzi a penna e matita in tele commissionate da ricchi mecenati. Nel 1870 fece ritorno in Inghilterra e morì nel quartiere londinese di Chelsea nel 1901. Non sappiamo con sicurezza se viaggiò ancora in Italia, ma è molto probabile che possa aver visitato una seconda volta la Cascata e il territorio ternano, dal momento che è stato rintracciato un altro dipinto raffigurante le Marmore e la Valnerina, datato 1895. Per gran parte della sua vita, insomma, Von Guerard aveva portato con sé nei suoi spostamenti da un continente all'altro diversi dipinti raffiguranti vedute della Cascata delle Marmore e del Lago di Piediluco: in qualche caso conservati ancora oggi nei musei australiani, in altri casi in vendita nel mercato antiquario internazionale. Di sicuro considerava tra le sue opere più riuscite. Forse non soltanto per merito suo, ma anche e soprattutto per la prodigiosa bellezza dei luoghi che l’avevano incantato e che per tale motivo sempre gli restarono particolarmente cari. Saverio Ricci. Storico dell’arte, guida turistica dell’Umbria
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VIAGGIATORI NEL TEMPO #2 _ Goethe e gli ulivi
08 Settembre 2017

  • Pochi sanno, probabilmente, che prima di arrivare alla Cascata delle Marmore i viaggiatori dei secoli scorsi trovavano diversi altri motivi per apprezzare la campagna ternana. Motivi che potremmo definire… appetitosi !! Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832), di passaggio a Terni il 27 ottobre del 1786, non poté fare a meno di stupirsi per la presenza diffusissima degli ulivi: “In un terreno molto sassoso ho visto oggi le piante d’olivo più grandi e più annose (antiche) mai viste”. Il grande scrittore tedesco si incuriosì a tal punto da fornire ai lettori del suo voluminoso “Italienische Reise” (tradotto con il titolo di “Viaggio in Italia”) anche delle informazioni sulle modalità di raccolta delle olive: ”Siamo al principio della raccolta delle olive. I contadini le abbacchiano con le pertiche. Quando si annunzia un inverno precoce, il resto della raccolta si lascia sui rami fino a febbraio”. Le colline appena al di sopra di Terni erano così ricche di uliveti che non a caso una di esse prese il nome di Vocabolo Palma (toponimo che compare per la prima volta in una sentenza arbitrale del 1424), che è derivato dal termine tardo-latino palma inteso come “ramoscello di olivo”. Un’altra zona collinare a ridosso della conca ternana, Colle Lauro (in questo caso dal latino laurus in accezione di alloro), da sempre è interessata da intense coltivazioni di ulivi. Ma non erano solo gli uliveti a colpire i viaggiatori. Il borgo di Papigno ad esempio era famosissimo in tutta Europa per le sue pesche, i “perzichi”, una varietà della pesca giallona di cui è rimasta una memoria vaga e confusa, nonostante siano passati solo pochi decenni dalla fine della sua coltivazione. Ma a cominciare da Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) che ne parla con ammirazione nella sua Naturalis Historia, i perzichi di Papigno erano rinomati sin dal Seicento e vennero citati in molti testi successivi: "Frutti di una non ordinaria grossezza" li dichiara il Riccardi nei primi dell’Ottocento, mentre Alinda Bonacci Brunamonti alla fine del XIX secolo gli dedica perfino versi poetici: "e il Sol d’agosto imporpora la gota lanuginosa delle pesche d’oro", mentre più concreta è la testimonianza entusiasta del Vescovo di Terni, Vincenzo Tizzoni, secondo cui "le pesche di Papigno pesavano ognuna fino a venti once romane" (1843). Dovevano essere però molti altri i frutteti e le piantagioni che ricoprivano con i loro colori sgargianti tutti i terreni adatti alle coltivazioni. Suggestivo è il ricordo di viaggio del filosofo e storico francese Hyppolite Taine (1828-1893), in carrozza da Roma a Perugia nella primavera del 1864, che così descrisse la valle ternana attraversata procedendo dall’alto della collina su cui sorge Narni : “Il paesaggio si abbellisce ancora di più: ecco una pianura fertile di frumenti verdi, di olmi sposati alla vite, un grande giardino sorridente”. E siccome siamo in settembre, periodo di vendemmia, sarà bene concludere questa piacevole divagazione sulle antiche prelibatezze gustate dai viaggiatori ricordando che il celebre poeta decadentista Paul Valery (1871-1945) annotò tra le specialità gastronomiche della regione “le pregiate pesche di Papigno, a Spoleto squisiti i tartufi e le trote del Clitunno” e di Terni il “buon vino fatto alla maniera antica”. Saverio Ricci. Storico dell’arte, guida turistica dell’Umbria
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VIAGGIATORI NEL TEMPO #1 _ LA CASCATA, UNA PASSIONE REALE !
02 Settembre 2017

  • VIAGGIATORI NEL TEMPO #1 LA CASCATA, UNA PASSIONE REALE ! Grazie al successo dei film storici, in numero sempre crescente, che vedono per protagonisti re e regine di Gran Bretagna (da Elizabeth a Il discorso del Re al recentissimo Vittoria e Abdul), riusciamo a immaginarceli, gli altrove elegantissimi e altezzosi monarchi britannici, mentre si arrampicano su costoni rocciosi, in mezzo alle acque fragorose della Cascata, esclamando la tipica espressione inglese “it looks like it’s raining cats and dogs!” (Sembra che stiano piovendo anche cani e gatti !). Così, sarà più semplice per noi che viviamo al giorno d’oggi comprendere l’emozione da parte di re e regine, pur abituati a godere di ogni lusso, circondati dal bello, di fronte a una delle più celebrate meraviglie italiane. Stando alle memorie dello storico della Casa Reale vissuto nel XIX secolo, Charles Greville, la principessa del Galles Carolina di Brunswick soggiornò per un mese presso Villa Graziani, tra Papigno e la Cascata, ospite di una famiglia altolocata di conti ternani. Carolina era sposata dal 1795 con colui che sarebbe divenuto prima reggente e poi (dal 1820) sovrano del Regno Unito, Re Giorgio IV. Ma la donna era giunta in Italia nel 1814 con l’intenzione di rimanere per qualche anno nel Belpaese proprio per mettersi alle spalle il suo infelice matrimonio: i coniugi risultavano infatti già separati formalmente dal 1796, dopo la nascita della loro unica figlia. Nell’estate del 1817 giunse a Terni in compagnia del suo amante, il valletto milanese Bartolomeo Pergami. Nelle pagine del Voyages and travels of her Majesty, Caroline Queen of Great Britain (1821), troviamo parole che decantano la bellezza della valle del Nera, descritta in maniera dettagliatissima. Degni dell’interesse reale si rivelarono anche alcuni monumenti ternani, come l’Anfiteatro e alcuni eleganti palazzi, nonché i panorami offerti dal Lago di Piediluco, tanto che nel libro vengono rammentate le ore spensierate trascorse dalla nobildonna nella cosiddetta Valle dell’Eco (Monte Caperno). Ma più di ogni altra cosa, ovviamente “la principale gloria e vanto di Terni oggigiorno è comunque la celebrata Cascata nei suoi dintorni, che può essere davvero considerata come una delle più nobili e più straordinarie cose di questo genere, non solo in Italia, ma nell’intero universo”. La vacanza a Villa Graziani, così apprezzata da Carolina, le sarebbe costata tuttavia davvero molto cara. Le fonti dell’epoca ricordano infatti come Carolina, già di fatto ripudiata dal marito, sarebbe stata condannata per adulterio in un processo a suo carico intentatole grazie alle prove raccolte contro di lei proprio durante il suo idilliaco soggiorno ternano. Saverio Ricci. Storico dell’arte, guida turistica dell’Umbria
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SALTA LA FILA!
18 Agosto 2017

  • SALTA LA FILA Dal19 agosto è possibile acquistare il biglietto d'ingresso al parco della Cascata online TERMINI E CONDIZIONI ACQUISTA ORA 
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VIAGGIATORI NEL TEMPO _ 5 agosto 1784
05 Agosto 2017

  • Gustavo III, re di Svezia dal 1771 fino alla sua morte nel 1792, fu un benemerito protettore della letteratura e delle arti, fondando nel 1786 l'Accademia Svedese che oggigiorno assegna il Premio Nobel per la letteratura. A Gustavo va dato anche il merito di aver creato il Museo delle Antichità, il più antico museo svedese, che contiene opere classiche acquistate dal re nei suoi soggiorni in Italia tra il 1783-1784. Proprio in Italia Gustavo scese una prima volta in incognito nel 1783, celandosi dietro il nome di conte di Haga, per evitare il rischio di truffe. Tanto che il suo agente personale, il giovane figlio del celebre architetto Giambattista Piranesi, mise in burla la sua passione per le opere d’arte e gli oggetti d’antichità: «Il conte di Haga che molto vede e poco paga», scrisse del re di Svezia. Tuttavia, l'anno successivo Gustavo III tornò di nuovo in Italia e quella volta acquistò, eccome, tantissime opere. Soprattutto numerose vedute di paesaggi e monumenti italiani, oggi conservate tra il Palazzo Reale e la Galleria Nazionale di Stoccolma e il Castello di Drottningholm. Nel tragitto da Loreto a Roma, raggiunse anche la Cascata delle Marmore, il giorno 5 agosto, come riportato nel suo Diario di viaggio. Che il sovrano abbia ammirato lo spettacolo della caduta dell'acqua è certo, dal momento che sappiamo che a Roma incontrò papa Pio VI, che lo accompagnò personalmente a visitare i Musei Vaticani, come ricordato da un dipinto dell’epoca. Pio VI fu il pontefice che più di ogni altro nella storia si occupò di sistemare l'area della Cascata per risolvere il problema secolare delle piene e anche per consentire una visita comoda, costruendo appositamente la torre della Specola, che oggi costituisce il Belvedere Superiore. La notizia delle meraviglie viste da Re in Italia si diffuse tra i suoi sudditi: questo è comprovato dalla fama che la Cascata delle Marmore acquisì nelle generazioni successive presso gli artisti svedesi. Ad esempio il pittore Carl Johann Billmark se ne innamorò così tanto da disegnare e produrre una delle più belle incisioni mai realizzate del paesaggio umbro, datata 1852.
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Centro di Educazione Ambientale: 10 anni insieme. Festeggia con noi!
01 Agosto 2017

  • Centro di Educazione Ambientale della Cascata delle Marmore: 10 anni insieme. Festeggia con noi! Domenica 6 agosto dalle ore 15.00 in poi, festeggeremo tutti insieme i 10 anni di attività del Centro di Educazione Ambientale della Cascata delle Marmore. PROGRAMMA MOSTRA FOTOGRAFICA SUI 10 ANNI DI ATTIVITA' DEL CEA, dalle ore 15.00 alle 17.00 presso il Centro di Educazione Ambientale. Visita guidata naturalistica smart (durata 30 minuti) - partenza ore 15.00 e ore 16.00 dal Centro di Educazione Ambientale. l'ERBARIO e il BESTIARIO laboratori creativi per le bambine ed i bambini - dalle ore 15.30 alle ore 17.00 Le attivitò sono gratuite previo acquisto del biglietto di ingresso al Parco della Cascata delle MarmorePer informazioni: cell 224 1145212
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ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE E VERNACOLO: Il teatro delle nostre tradizioni
26 Luglio 2017

  • “Archeologia industriale e vernacolo: il teatro delle nostre tradizioni” rassegna nazionale di teatro dialettale giunta ormai alla sua quinta edizione, con la collaborazione della UILT Umbria e il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Umbria, Comune di Terni, Camera di Commercio di Terni, UNPLI, UILT Umbria, Confartigianato Terni, si svolgerà dall’1 al 10 agosto 2017 presso il Belvedere superiore della Cascata delle Marmore, Parco Campacci. Si, proprio alla Cascata delle Marmore sito candidato al riconoscimento come patrimonio culturale ed immateriale dell’umanità, al Sentiero 5, al lato di quelle acque che tanti poeti hanno incantato, in un connubio perfetto tra natura, arte e allegria, in una location che non è solo una cornice scenografica, ma è una vera e propria miniera di bellezza e magia, in quel monumentale parco di archeologia industriale a cielo aperto che riunisce sei grandi manufatti provenienti dalle centrali idroelettriche di Galleto e Narni: turbine delle tipologie Kaplan e Francis, e distributori di flusso per turbine. Una valorizzazione in chiave culturale e turistica. Gruppi teatrali provenienti da tutta Italia hanno fatto richiesta di partecipazione; tra questi, sono stati scelti gruppi amatoriali del Lazio, Umbria, Marche, Toscana, per la qualità delle opere messe in scena, la regia curata nella ricerca dei materiali dei ruoli delle finalità e del contesto narrato, la scenografia attenta e finemente progettata in base alle conoscenze tecniche e artistiche, e, non ultimo, l’interpretazione magistrale degli artisti. Programma della Rassegna: Martedì 1 agosto ore 21,00Gruppo Teatrale La Compagnia degli Svitati di PerugiaPresenta “Cielo… Sono perduta” adattamento riscrittura regia di Giorgio Alberati Mercoledì 2 agosto ore 21,00Associazione Filodrammatica Compagnia D’Ercole di MonterchiPresenta “L'inferno può attendere” testo e regia di Leonardo Caprini Giovedì 3 agosto ore 21,00La Nuova Compagnia Teatro città di Terni Presenta “E’ arriatu mi’ cugginu” di Maurizio Gironi regia di Silvano Locci Venerdì 4 agosto ore 21,00La Nuova Compagnia Teatro città di Terni Presenta “Fischi per fiaschi” di Maurizio Gironi regia di Silvano Locci Sabato 5 agosto ore 21,00La Compagnia del Polvarone di ArezzoPresenta ‘Sto matrimonio s’ha da fare” testo e regia di Roberta Sodi Domenica 6 agosto ore 21,00L’Associazione Culturale il Teatro dei Picari di MacerataPresenta “Chi la vo’ se la pija” testo e regia di Gigi Santi Lunedì 7 agosto ore 21,00Sipario Rosso di RietiPresenta “Te puzzanu li pei! “ di, con, regia di Alessio Angelucci Martedì 8 agosto ore 21,00Sipario Rosso di RietiPresenta “Ma chi te sè 'ncòlla?” di, con, regia di Alessio Angelucci Mercoledì 9 agosto ore 21,00La Compagnia Teatrale I Burloni di MontefiasconePresenta "Matrimonio in famiglia" di Fausto Galassi, regia di Gianna Scoponi Giovedì 10 agosto ore 21,00L’ Associazione Culturale Il Siparietto di MarmorePresenta “Liolà” di Luigi Pirandello, regia di Pietro De Rosa Pro Loco Marmore - Info Maurizio 335.5695934 - Manola 333.2279812
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APP smartphone e nuova pannellistica a Carsulae
20 Giugno 2017

  • GUARDA IL VIDEO DI PRESENTAZIONE DELLA NUOVA APP: https://youtu.be/dh7LBsqcWxM La nuova APP per l'area archeologica di CARSULAE Un egregio lavoro di EuroMedia s.r.l. (http://bit.ly/2rLzSj7), sostenuto dal finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio Terni e Narni (http://bit.ly/2svGMWO) ed il fondamentale contributo archeologico di Astra Onlus (http://bit.ly/2svTrJj) www.carsulae.it
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Il percorso dei Plenaristi tra passato e presente: le foto
15 Giugno 2017

  • Vi regaliamo alcuni meravigliosi scatti ricalcanti il percorso dei Plenaristi (dipinti "en plein air" tra '700 e '800) nella Valle Ternana, grazie alle profonde conoscenze di Franco Passalacqua: dal Ponte di Augusto ed Abbazia di San Cassiano a Narni, al borgo di Papigno (la meta umbra più dipinta), al lago di Piediluco...per giungere alla Cascata delle Marmore [foto Alessandro Stella 165m Marmore Falls]. A cavallo fra il 1700 e il 1800, l’area geografica del ternano ha visto la straordinaria presenza di pittori europei che hanno dipinto en plein air. Straordinari artisti che con i loro dipinti hanno raccontato al mondo le bellezze dell’area ternana e che a distanza di secoli possono tornare ad essere ambasciatori di questo territorio. La Valle del Nera presso Terni e Narni è stata uno dei centri propulsori di questa fortunata stagione di pittura. www.plenaristi.it www.marmorefalls.it Per l'archivio delle opere visita www.plenaristi.beniculturali.it
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Foto backstage video promo con Tania Cagnotto
12 Giugno 2017

  • Nel fantastico scenario della Cascata della Marmore, il 9 giugno 2017, la campionessa olimpionica Tania Cagnotto ha iniziato a girare lo spot finalizzato alla promozione degli sport outdoor e del portale del DIT (Distretto Turistico Integrato) www.umbriaexperience.it. Uno scenario unico, dove l’acqua e il verde intenso dei boschi si armonizzano tra di loro e compongono uno splendido set cinematografico. Tutto si è svolto in un clima piacevole e familiare, grazie alla professionalità di tutti i tecnici che a vario titolo hanno partecipato a tutte le fasi operative, dal DIT ovviamente che ha ideato l’iniziativa con il fondamentale contributo della fondazione Carit di Terni, dalla troupe 100% ternana di Euromedia a cui è stato affidato il compito di realizzare lo spot, con la regia di Giordano Torreggiani e la fotografia di Daniele Poli. Tania è rimasta molto colpita e piacevolmente soddisfatta dalla bellezza del parco e dal meraviglioso contesto naturale, ha apprezzato tantissimo anche il clima di accoglienza che gli è stato dedicato. Nel pomeriggio la campionessa di Bolzano si è trasferita presso le Piscine dello Stadio, per completare le riprese dello spot che andrà in onda prossimamente su Sky. Il DIT ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della splendida giornata. #umbriaexperience www.umbriaexperience.it
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