Palazzo Cassa di Risparmio

I proprietari del Palazzo Montani-Leoni, in corso Tacito, oggi sede della fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, andarono sulle furie quando, intorno al 1870, per costruire la “Strada Nova”, ossia Corso Tacito, il Comune decise di demolire una parte del loggiato ed il porticato.

Corso Tacito fu realizzato, infatti, demolendo piccole case e tagliando parti “superflue” dei fabbricati maggiori. Palazzo Montani-Leoni si sarebbe salvato ma sarebbe stato snaturato dalla cancellazione del cortile interno a giardino e – appunto – del porticato e di gran parte del loggiato. S’impuntarono perciò i proprietari. E pretesero che il Comune non si limitasse ad espropriare ciò che riteneva necessario, ma che acquistasse l’intero fabbricato. Così fu, e qualche anno dopo il Comune vendette tutto alla Cassa di Risparmio.

Il palazzo, seicentesco, fu comunque irrimediabilmente danneggiato nel proprio aspetto e della facciata originale rimane ormai solo qualche elemento, primo fra tutti il portale, mentre tutto il resto è praticamente sparito tra vari rabberciamenti. All’interno è rimasta una qualche testimonianza, ma ciò che di valore v’è attualmente è la collezione d’arte della Fondazione bancaria.

Allacciato in un tutt’uno con la sede della Fondazione, sorge, al fianco di Palazzo Leoni-Montani, il nuovo fabbricato che ospita la banca, la vecchia Cassa di Risparmio che vi prese dimora alla nascita dell’istituto nel 1846, quando in quello stesso punto sorgeva un fabbricato nobiliare reso anonimo dall’amputazione subita per la costruzione della nuova via principale della città ed in cui aveva sede la Congregazione di Carità.

Quella costruzione fu demolita e sostituita da una moderna e più funzionale, che fu inaugurata nel 1966 e realizzata su progetto dell’architetto-ingegnere Cesare Pascoletti, un esperto nella realizzazione di sedi di istituti di credito avendo egli progettato, tra l’altro il palazzo della Banca Nazionale del Lavoro di Bari e di numerose altre Casse di Risparmio oltre quella ternana. Si tratta di un edificio che si stacca completamente dall’ambiente circostante, in un accostamento tra modernismo e costruzioni più antiche che ha avuto in seguito altri, e largamente più fulgidi, esempi. Nello stile tipico di Pascoletti, si tratta di un grande cubo con l’uso abbondante di vetrate e marcatori delle finestre colorati. Unica tipicità ternana l’utilizzo della pietra sponga nel rivestimento esterno.

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