Chiesa di San Francesco

Eretta nel 1265 la chiesa di San Francesco, oggi santuario, si trovava a ridosso delle mura medievali, in uno spazio in cui la tradizione vuole che il santo di Assisi abbia compiuto diversi miracoli. Una chiesa dalle dimensioni notevoli per la Terni di allora, sorta per conservare in un tabernacolo una croce d’argento contenente una reliquia della croce su cui morì Gesù che fu donata da papa Sisto IV a Alberico Camporeali il quale la allocò in San Francesco che si trovava al confine con le proprietà della sua famiglia. I Camporeali, giunti a Terni con Federico Barbarossa e suoi fiduciari per il controllo della città possedevano infatti tutta l’area che oggi comprende piazza Tacito e che a partire dalla chiesa di San Tommaso, delimitata dalle mura cittadine, s’estendeva fino a San Francesco.

Tra le opere d’arte che la chiesa contiene di particolare rilevanza i dipinti che ornano la “Cappella Paradisi”, proprio perché commissionata a Bartolomeo di Tommaso, pittore di Foligno, da Monaldo Paradisi, esponente di una illustre famiglia di uomini di legge che nel XV secolo furono tra i più in vista della città. Il ciclo di affreschi ha come soggetto il Giudizio Universale. Opera di notevole fattura anche se non in perfetto stato di conservazione.

Le vicissitudini storiche della chiesa possono essere lette dalla sua facciata, la quale mostra evidenti i successivi e progressivi ampliamenti e l’aggiunta delle navate laterali.

Essa è sorta ad iniziativa dei frati minori che nel 1259 ebbero concessa dal Comune di Terni, su sollecito del papa Alessandro VI, quell’area in cui aveva avuto sede l’oratorio in cui si ritirava il papa Gregorio IX. L’oratorio, nel frattempo, era divenuto un palazzo che lo stesso papa Gregorio aveva fatto costruire. I frati francescani acquistarono una casa ad esso confinante e al posto di questa nacque la chiesa.

Vari i rimaneggiamenti e gli interventi di “straordinaria manutenzione” anche perché la chiesa di San Francesco fu dichiarata pericolante e chiusa al culto.

Un restauro portato a compimento nel 1930, anche avvalendosi di consigli amichevoli di Cesare Bazzani, liberò la parte posteriore della chiesa da una serie di casupole che erano state costruite praticamente addossate all’abside.

Invece fu definitivamente cancellata dalle bombe della seconda guerra mondiale la cappella di San Bernardino che si trovava sul fianco sinistro del tempio. Interessante il campanile che presenta all’altezza della cella campanaria un “marcapiano”, un fregio in ceramica colorata, ripreso nelle costruzioni vicine a San Francesco dall’architetto Mario Ridolfi che lo ha usato insieme all’altro materiale caratteristico con cui fu costruita la chiesa: la pietra sponga.

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