Chiesa di San Pietro

Nel 1287 Tommaso vescovo di Terni chiamò i confratelli frati Agostiniani ad occuparsi della chiesa di San Pietro in Tirio e del collegato oratorio di San Salvatore. Se l’atto ufficiale di nascita della chiesa viene oggi datato 1287 è certo che comunque il nucleo originario esisteva già da molto tempo prima. Pare che nell’oratorio San Salvatore della parrocchia di San Pietro, fu siglata la pace tra il re longobardo Liutprando e Papa Zaccaria nel 741.

I frati agostiniani furono autorizzati a costruire una chiesa nuova ed essa è appunto quella ancor oggi esistente seppure, della costruzione realizzata nel XIII secolo, rimangano solo una parte della torre campanaria, l’abside e la parete di sinistra. A San Pietro essi si trasferirono dal convento che occupavano a Rocca San Zenone, a poca distanza dalla strada consolare Flaminia nel tratto che da Terni conduceva verso Spoleto

La chiesa ha subito numerosi ampliamenti e restauri a cominciare dal 1315 quando fu costruito il convento annesso. Oggi è utilizzato come sede scolastica, ma a suo tempo fu di una certa importanza, se non altro per aver ospitato due volte un papa: nel 1450 vi sostò per la notte Nicolò V insieme ai componenti della sua corte e nel 1646 Pio II.

Un successivo ampliamento fu finanziato nel XV secolo da Stefano Manassei, nobile ternano che fu podestà di Firenze, il quale aveva la propria residenza nelle immediate vicinanze. Il suo atto gli assicurò la sepoltura dentro la chiesa: la pietra tombale, che porta scolpito Stefano Manassei sul letto di morte, era originariamente incastonata nel pavimento. A seguito dei rivolgimenti cui la costruzione è stata sottoposta, essa è stata rimossa ed attualmente è murata sulla parete sinistra della chiesa (quindi in posizione verticale) a fianco del presbiterio.

Danneggiata nel 1703 dal terremoto e molti anni dopo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, San Pietro è stata oggetto di una serie di interventi di consolidamento e ricostruzione. I crolli dovuti alle bombe ebbero almeno il merito di far tornare alla luce affreschi pregevoli risalenti al XIV secolo tra i quali svetta l’opera di un ignoto pittore umbro che dal soggetto di un dipinto, è oggi noto come “Maestro della Dormitio Virginis”. Ma altri affreschi, opera di pittori umbri speso sconosciuti, sono degni di nota seppur in qualche caso abbondantemente danneggiati: da una Incoronazione della Vergine, ad una Madonna con Bambino.

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