Cascata delle Marmore
Spettacolo celebrato da grandi artisti, poeti, scrittori che ne fecero tappa fissa nel Grand Tour, la Cascata della Marmore raggiunge 165 metri di altezza. E’ un’opera idraulica grandiosa realizzata al tempo dei Romani, quando si decise di convogliare le acque della grande palude creata dal Velino, al di sotto del costone montagnoso, nel Nera.

Un’opera che è stata al centro di dispute feroci tra reatini e ternani, con questi ultimi che temevano inondazioni nella loro vallata.

Fu il console Manio Curio Dentato che allo scopo di liberare dalle paludi la terra dei reatini che aveva preso a ben volere dopo averli assoggettati, decise che l’unico modo possibile era incanalare quelle acque che il Velino portava fin sul ciglio del burrone, facendole piombare nel sottostante fiume Nera. Si scavò così la cava detta oggi Curiana: si era nel terzo secolo avanti Cristo. Nasceva la cascata delle Marmore. Si eliminava così la palude circondata da boschi fitti ritenuti sacri, in cui trovavano dimora templi dedicata alla dea Velia ed altri dei pagani, sede di riti sacri e magici. Rimaneva il lago, sulla sponda del quale si sviluppò quel centro abitato che poi prese il nome di Piediluco, ossia di un centro nato ai piedi del un luco, un bosco fitto e ritenuto sacro dalle popolazioni sabine.

Dalla cascata delle Marmore, dal fragore delle acque, dai flutti spumeggianti è stato attratto nei secoli l’interesse di viaggiatori provenienti da ogni parte d’Europa specie nel periodo in cui tra gli intellettuali s’era diffusa l’abitudine a percorrere l’Italia nel “Grand Tour”, un viaggio in Italia per vederne e studiarne le bellezze. Nel tragitto verso Roma diventò d’obbligo la deviazione verso la cascata delle Marmore, che è stata cantata da letterati e poeti (da Byron a Shelley a Goethe), rappresentata da una lunga sequela di pittori grandi e famosi, rapiti dallo spettacolo. Papa Pio VI potette osservarla tra i primi da un punto di osservazione realizzato a suo omaggio; la specola – detta appunto di Pio VI – che s’affaccia a sbalzo sulla caduta delle acque e che si raggiunge transitando in una galleria scavata nella roccia.

Bellezza paesaggistica, ma anche simbolo della Terni industriale che delle acque e dell’energia a buon mercato che se ne poteva avere, ha fatto uno dei suoi motivi di appeal per attrarre investimenti e promuovere l’industrializzazione cittadina. Non a caso per parecchi decenni il logo delle acciaierie ternane era proprio uno stilema della Cascata.

Oggi rimane la principale attrattiva turistica del Ternano, e conta ogni anno milioni di visitatori. Singolari e suggestivi gli angoli visuali che la Cascata, con tutto il suo parco, è in grado offrire. Sentieri che costeggiano il precipitare delle acque si inerpicano sul costone montagnoso; escursioni panoramiche con guide esperte; canoa e rafting sono praticati nel tratto del fiume Nera reso impetuoso dalla caduta delle acque. In un’atmosfera che racchiude la potenza della natura, l’intelligenza dell’uomo, la singolarità del paesaggio, la storia più remota. La zona fu infatti abitata fin dall’epoca preistorica. A valle, rispetto alla Cascata un’opera idraulica anch’essa risalente all’epoca romana, il Ponte del Toro, recentemente individuato come un mezzo per frenare le acque del Velino che confluivano nel Nera, in epoca antecedente alla realizzazione della Cascata, percorrendo un canalone ancor oggi individuabile.

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Orari Aprile

Apertura
Parco
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Acqua
Feriali 10.00 - 19.00 dalle 11.00 alle 13.00
dalle 16.00 alle 17.00
Sabato e Domenica 9.00 - 22.00 dalle 10.00 alle 13.00
dalle 15.00 alle 18.00
dalle 20.00 alle 21.00
Festivi e Speciali:
1aprile
2aprile
25aprile
9.00 - 22.00 dalle 10.00 alle 13.00
dalle 15.00 alle 22.00

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Belvedere Inferiore
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Terni

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