Lago di Piediluco
Realizzata finalmente la bonifica dalle acque stagnanti di quello che era stato il grande lago Velino, nacque il lago di Piediluco. Uno specchio d’acqua dalle dimensioni ridotte (poco più di un chilometro e mezzo quadrato la sua superficie), incastonato tra il verde e contornato dalle sommità di antiche colline.

Area malsana nei tempi più remoti, eppure luogo di diversi insediamenti umani comprovati da numerosi ritrovamenti archeologici.

Era considerato bosco sacro quel Luco in età pre-romana, il principale tra i luoghi similari che sorgevano ai margini della palude. Vi si tenevano riti e riunioni e da lì si amministrava il territorio da parte dei sacerdoti di tali riti, chiamati Luconi. Gli abitanti del posto erano concentrati verso la sommità della montagna ed intorno all’anno Mille avevano una rocca a proteggerli. La Rocca o castello di Piediluco era stata costruita almeno un secolo prima, ed era parte del feudo degli Arroni. Nel 1300 figura però come appartenente al feudo dei Brancaleoni. E’ nel XIII secolo, comunque, che coloro i quali poi divennero i piedi lucani cominciarono a trasferirsi dalla sommità della montagna sulla riva del lago che nello stesso periodo si sviluppa. Fu Oddone Brancaleone a volere la costruzione della chiesa di San Francesco verso la fine del XIII secolo, nel centro abitato, un borgo in cui la pesca era occupazione dominante. La chiesa si erge alla sommità di una grande scalinata che, al salire delle acque, veniva da esse in parte sommersa.

Essa è stata sottoposta, col passare dei secoli a rifacimenti di vario genere: per esempio è stato soppresso il convento che ad essa era annesso, mentre in alcune testimonianze risulta che la scalinata esterna, lunga quanto l’intera facciata, fosse di venti scalini, mentre oggi essi sono sedici. Più felice l’intervento sul portale della chiesa che è opera dello scultore Pier Damiano di Assisi il quale vi rappresentò gli attrezzi per l’esercizio della pesca e vi raffigurò le specie ittiche che popolavano allora il lago.

Finita male la dominazione dei Brancaleoni, il castello ed il Feudo passarono a Blasco Fernandez, nipote del cardinale Albornoz, ma diverse sono state le signorie che sono state esercitate, prima e dopo, su Piedliuco comprese quelle dei Castelli e dei Trinci.

In tempi più recenti Piediluco è stato Comune autonomo fino al 1927 quando fu inglobato nel territorio di Terni, divenendone una frazione. Oggi è meta turistica, ma anche un punto fermo importante nello sport del canottaggio. Il lago di Piediluco è infatti centro della Federazione Canotaggio e sede di importanti gare internazionali.

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