Fontana di Piazza Tacito (Ridolfi)

Quella che oggi è piazza Tacito era in origine uno slargo, estrema propaggine nord della città di Terni, traversata circa a metà dalle mura medievali. La costruzione della stazione ferroviaria e la successiva apertura di corso Tacito conferirono a quello slargo il ruolo di piazza e futuro centro direzionale. Fu per questo che dopo il 1930 il Comune bandì un concorso nazionale perché essa rispondesse a queste nuove esigenze. Quel concorso fu l’occasione del primo impatto di Mario Ridolfi con Terni. Fu il suo progetto, redatto insieme a Mario Fagiolo, a vincere infatti il concorso.

Una piazza significativa, quella che si voleva. Ed eccola divisa in quattro parallelepipedi uguali tra loro, arricchiti con delle strisce di verde composte da alberi di leccio, armonizzati nella forma con gli edifici già esistenti alcuni dei quali erano stati appena realizzati e legati allo status di capoluogo di Provincia che Terni aveva assunto nel 1927.

Al centro della piazza non più il grande monumento innalzato in memoria dei caduti della prima guerra mondiale, bensì quello che poi diventò e fu per anni il simbolo della città. Una fontana dalle forme moderne, con un grande catino, e l’acqua che cadeva abbondante da una vasca posta più in alto. Al centro di tutto un lungo palo d’acciaio, quasi un ago, a svettare verso il cielo, alto oltre trenta metri.

Una specie di monumento all’acciaio, all’industria, all’energia che da quell’acqua scaturisce. Un monumento al futuro. Abbellito nella sua essenzialità dall’intervento di un artista come Corrado Cagli il quale realizzò il mosaico della vasca, delimitata da un muretto di marmo, un invito a sedersi e a godere della frescura di quell’acqua che cadeva copiosa in una miriade di spruzzi, nelle calde giornate dell’estate ternana. E nello stesso tempo un segnale chiaro che quella piazza doveva essere un luogo d’incontro che aveva come catalizzatore quel simbolo dell’innalzarsi verso il cielo.

Cagli realizzò una serie di mosaici che girando tutto intorno al catino rappresentavano i segni dello zodiaco.

In diverse occasioni, negli anni, la fontana di piazza Tacito è stata il luogo di festeggiamenti, il punto presso cui darsi appuntamento, dove ritrovarsi per gli avvenimenti più significativi. E in altre numerose occasioni si è dovuto procedere ad interventi di straordinaria manutenzione per i mosaici danneggiati dall’acqua che scorreva a velo perennemente su di essi, e per l’impianto idraulico.

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