Museo di Paleontologia

Oggi, in San Tommaso, chiesa sconsacrata, è ospitato il museo di paleontologia, nato soprattutto per scopi didattici ed inserito nel progetto umbro Paleolab, contiene una serie di interessanti reperti su cui svetta la struttura ossea di una “balena” rinvenuta nella zona di Allerona: un cetaceo risalente a due milioni di anni fa e abitante del grande lago Tiberino che ricopriva la zona centrale e pianeggiante dell’Umbria. La scoperta del grande scheletro, lungo quattordici metri, e quasi intatto avvenne nel 2003 in una località che dista appena un paio di chilometri dal centro abitato. Un analogo ritrovamento si è verificato nel 2007.

La chiesa di San Tommaso fu possesso patriarcale di San Giovanni in Laterano. Al tempo dei liberi Comuni fu anche sede di riunioni del consiglio cittadino di Terni. Era detto “di Camporeale” lo spazio esistente tra di essa e la vicinissima chiesa di San Cristoforo, perché di proprietà della famiglia Camporeali giunta a Terni al seguito di Federico Barbarossa, i membri della quale furono nominati rappresentanti dell’imperatore. In questa veste furono tra i maggiori rappresentanti della parte ghibellina in alleanza con l’altra potente famiglia del tempo, i Castelli. L’alleanza, però, si ruppe proprio nel momento in cui sarebbe stata maggiormente utile e cioè quando Braccio di Montone, che combatteva al soldo del papa, assediò e attaccò a più riprese la città, fino ad impadronirsene. Era, quello slargo, un orto rigoglioso ricco di acqua sorgiva che serviva a dissetare tutta quella parte di città. Una funzione oggi richiamata dalla fontana “delle cento cannelle” che sorge lungo il fianco di San Tommaso.

Il sagrato della chiesa è ricordato nella tradizione ternana per essere stato teatro di un episodio che, nella memoria storica ternana ha acquisito il valore di simbolo della lotta contro i soprusi e per la libertà. Si narra che un fabbro ferraio reagì all’arroganza di un gabelliere narnese e invece di versargli la pretesa gabella, lo aggredì a legnate uccidendolo. A fianco del fabbro ferraio, Liberotto Liberotti, il popolo insorse contro le prepotenze dei narnesi e degli spoletini, che avevano conquistato Terni dopo la devastazione compiuta dall’esercito di Barbarossa, e con l’appoggio di Foligno e Todi, riacquistò la libertà.

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dalle 20.00 alle 21.00

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