Le Libertà (Turcato)

Sette colonne di ferro alte all’incirca nove metri ciascuna, colorate, a tinte vive, con vernice industriale. Sono “Le libertà” di Giulio Turcato installate a Piediluco nel 1989. Turcato è considerato uno degli esponenti più qualificati dell’astrattismo in ambito pittorico. In questo caso siamo invece di fronte ad una scultura, forma espressiva che Turcato non disdegnava ma a cui si è dedicato solo in poche occasioni. “Le libertà” rappresentano una delle sue più affascinanti opere di questo genere. Per cogliere appieno la validità delle "Libertà" è utile partire dalla spiegazione dello stesso Turcato: “Strutture longilinee in spinta verso l’alto per cercare di evadere verso uno spazio più consono alla loro natura”.

Un “monumento” alla libertà quindi, che per propria natura è ricerca di valori più alti, anche nella società e nei rapporti tra le persone. Colonne protese verso l’alto e raggruppate, a rappresentare i desideri di ognuno. Desideri distinti – ecco i colori diversi – eppure chiamati a formare un insieme che salendo verso il cielo vuole andare oltre i limiti e i freni delle convenzioni umane.

Giulio Turcato, il pittore comunista che fu criticato aspramente da Palmiro Togliatti, che è rimasto comunista “finché ne ha avuto voglia e coraggio”, disse di lui Antonello Trombadori, intellettuale che navigava ai vertici del Pci . Un pittore e un uomo che ha sempre difeso la propria scelta di libertà laica, che partecipò ai movimenti futuristi e poi a quelli cubisti e si formò a Parigi nell'atmosfera del primo dopoguerra, individualista e festosa, ma che veniva da una guerra che l’ha visto schierato da una parte ben precisa. Ma c’era sempre quel concetto di libertà a guidarne scelte e posizioni, quella libertà anelata anche attraverso l’ammirazione del colore, la ricerca dei colori accesi, nuovi: per lui era quella la gioia dell’arte, il colore da mettere su una superficie spenta, qualsiasi tipo di superficie.

La fusione di due concetti legati indissolubilmente, la libertà ed il colore gioioso e festoso, trovano sintesi nelle “Libertà”.

Un processo che si verifica in uno spazio aperto, che richiama esso stesso il senso della libertà e contemporaneamente della bellezza: gli stessi sentimenti suggeriti da ciò che offre alla vista il lago di Piediluco.

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