Lasciati stupire:

La Cascata delle Marmore e non solo

Cor delle Fosse
  • 23/11/2020
  • Redazione
  • 165m racconta il territorio
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Cor delle Fosse

Nei dintorni della Cascata e del paese di Marmore, vi sono diverse fosse, depressioni naturali del terreno, che sono state da sempre utili per far fronte alle grandi piene del Lacus Velinus.

Già l'imperatore Tiberio aveva fatto realizzare delle opere di canalizzazione di collegamento tra la Cava Curiana e le varie fosse, opere che sono state anche messe a sistema dal progetto, mai entrato pienamente in atto, di Antonio da Sangallo il Giovane.

Oggi vi raccontiamo il cuore di tutte queste fosse, la più grande di tutto il pianoro, conosciuta come Fossa Tiberiana o Cor delle Fosse.

Diverse composizioni chimiche e temperature tra le acque provenienti dai fossi vicini (Fejole e Rancio) hanno fatto si che si diluisse il calcare e si formasse la grande depressione, che ha avuto un ruolo fondamentale per la regolamentazione delle acque grazie all'inghiottitoio naturale che vi è al suo centro. Sempre il calcare, sempre la complessa natura geologica del territorio e il millenario stillicidio delle acque del Velino hanno fatto si che le pareti di Cor delle Fosse fossero così spettacolarmente ricche di concrezioni mammellonarie uniche.

E' stato ipotizzato che questo luogo, a pochi passi dal centro abitato di Marmore, proprio sotto il monte Sant'Angelo, fosse un luogo di culto delle acque, addirittura legato al mondo femminile, qui furono infatti trovati diversi reperti protostorici: un grande vaso tronco-conico pieno di sabbie miste a ceneri e altri oggetti consistenti in pesi da telaio e rocchetti (materiali conservati al Museo Archeologico di Terni).

Ogni volta che scenderete nella fossa troverete dell'acqua che non va mai via, un grande albero solitario in mezzo alla grande pianura, la stessa identica sorpresa di sempre di fronte alle bellissime pareti e alle contraddizioni che anche questo luogo porta con sé.