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La Cascata delle Marmore e non solo

La Rocca di Monte Sant'Angelo
  • 23/11/2020
  • Redazione
  • 165m racconta il territorio
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La Rocca di Monte Sant'Angelo

Oggi è solo un rudere che passa quasi inosservato, ma nei secoli passati è stato un baluardo fondamentale per la difesa del territorio.

Conoscete il passato glorioso della Rocca di Monte Sant'Angelo?

E' una fortificazione medioevale di probabile origine longobarda, sorta nello stesso sito di un insediamento protostorico, come hanno mostrato i reperti archeologici qui rinvenuti nel 1870 (raschiatoi, coltelli, piccole seghe di pietra e stoviglie e una piccola necropoli, con tombe ad incenerimento e ad inumazione).

Data la sua posizione strategica, è stata per secoli un baluardo difensivo conteso non solo dai ternani e dai reatini per il controllo delle acque che invadevano la piana reatina e si gettavano nella valle ternana tramite la Cascata delle Marmore.

Nel 1209 la Rocca fu conquistata dai narnesi, allo scopo di tenere a bada Terni e controllare le sue fertili terre. Nel 1222 gli Arroni la cedettero a Terni, ma nel 1315 i narnesi la riconquistarono di nuovo, Terni e Rieti, e scesero in armi verso Narni. Alla fine della contesa la Rocca fu dichiarata territorio ternano. Nel 1417 la Rocca fu assaltata e conquistata dai reatini.

Il 19 agosto del 1417 Giandimartalo da Vitalone, consigliere del Comune di Terni, incitò i ternani alla battaglia per riconquistare la Rocca, al grido : "omnes interamnenses vadant ad portum.. marmorum ad moriendum" (Tutti i ternani rechino al porto di Marmore, pronti a morire). Dopo un'aspra battaglia la Rocca ritornò ad essere ternana.

Il 7 marzo del 1927 duemila operai con il Podestà Elia Rossi Passavanti ed il Vescovo Mons. Boccoleri, si recarono in cima alla Rocca che era stata trasformata in Cappella Votiva. Sulla cima vi collocarono una croce in ferro e 20 lapidi con i nominativi degli operai morti durante l'esecuzione dei lavori per il cantiere dell'impianto idroelettrico, insieme ai nomi dei caduti in guerra di Marmore.

Il Monte Sant'Angelo ha partecipato attivamente alla storia di questo territorio e partecipa tuttora: al suo interno vi sono infatti le funzionanti condotte forzate che portano l'acqua alle centrali, e il pozzo piezometrico ideato dall'Ing. Allievi (ma questa è un'altra storia da raccontare!)