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La Cascata delle Marmore e non solo

Il Grand Tour
  • 29/06/2020
  • Redazione
  • Grand Tour
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Il Grand Tour

Volgiti ancora e guarda! Ella s'avanza
come un'eternità, per ingoiare
tutto che incontra, di spavento l'occhio
beando, impareggiabil cateratta 
orribilmente bella!


Lord Byron 1788-1824, poeta, politico e scrittore inglese


L'impareggiabil cateratta orribilmente bella di cui parla Lord Byron, da sempre è fonte di ispirazione di artisti, che ne hanno rappresentato e cantato la maestosità, la forza, l'assordante fragore. La prima testimonianza della Cascata delle Marmore nella storia della letteratura risale all'epoca romana: Virgilio, nel VII libro dell'Eneide, ci racconta di "una valle d'oscure selve e tra le selve un fiume che per gran sassi rumoreggia e cade". Ancora Dante Alighieri nel canto XX del Paradiso scrive "Udir mi parve un mormorar di fiume – che scende chiaro giù di pietra in pietra – mostrando l'uberta del suo cacume" probabilmente si riferisce alla Cascata.

Ma è solo a partire dagli inizi del 1600 che la Cascata comincia ad acquisire un ruolo di rilevanza nella cultura figurativa e poetica europea, colpendo l'immaginario di poetidisegnatori e pittori, soprattutto vedutisti. Molti viaggiatori, provenienti da Firenze e diretti a Roma, si spingevano fino alle Marmore: le difficoltà di visita del luogo erano facilmente superabili con l'aiuto di guide locali che conducevano i viaggiatori a cavallo sino al monte di Pennarossa che oggi si raggiunge percorrendo il sentiero n. 4. Il pittore napoletano Salvator Rosa è uno dei primi a testimoniare la propria ammirazione per lo splendido scenario - definito una "cosa da far spiritare ogni incontentabile cervello" - e uno dei primi a gettare le basi di quel canone di "orrida bellezza" esaltato dai poeti romantici.

La Cascata conquistò il suo definitivo ruolo nella cultura figurativa e poetica del Sette-Ottocento grazie alla localizzazione di Terni lungo il percorso del Grand Tour, il viaggio che nobili e intellettuali compivano attraverso l'Europa, partendo da Parigi, attraversando il centro della Francia, quindi la Svizzera e finalmente l'Italia dove completavano la formazione approfondendo gli studi. Così la Cascata divenne una delle bellezze da vedere obbligatoriamente.

Il suo arcobaleno venne collocato come Pompei e il Vesuvio tra le meraviglie italiane, giustificando il gran numero di dipinti e incisioni ad essa dedicati. La consacrazione definitiva nella cultura europea avvenne grazie ai versi di George Byron, che nel IV canto de "Il pellegrinaggio del giovane Aroldo" riprende ed esalta il concetto di "orrida bellezza". Nei libri di viaggio e nelle guide, la Cascata, viene esaltata per l'impetuosità e la ricchezza delle acque, l'intensità del suo arcobaleno, l'assordante fragore, il paesaggio che la circonda.

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