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La Cascata delle Marmore e non solo

La vegetazione
  • 29/06/2020
  • Redazione
  • Storia e ambiente
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La vegetazione

L'abbondanza delle acque, oltre ad aver inciso profondamente la Valnerina, caratterizza la vegetazione del Parco della Cascata con specie endemiche di notevole pregio. Il clima dell'area è di tipo mediterraneo, con presenza di un periodo arido estivo e con temperature medie annuali superiori agli 0 gradi centigradi. Queste condizioni climatiche sono però attenuate nel fondo della Valle del Nera che, oltre ad essere stretto e ombroso, è molto umido. In questa zona, infatti, l'aria è intrisa di minuscole particelle d'acqua generate dal fenomeno dell'aerosol. La considerevole massa d'acqua, precipitando con forte impatto sulle rocce e sul terreno ai piedi dei tre salti della Cascata delle Marmore, tende a frantumarsi in piccole particelle e a disperdersi nell'aria creando un effetto-nebulizzazione. Questa complessa situazione microclimatica dà vita a un bosco misto di sclerofille sempreverdi con caducifoglie mediterranee.

La vegetazione legnosa che ricopre le pendici e le pareti rupestri è composta dal leccio (Quecus ilex), dal carpino nero (Ostrya carpinifolia) riconoscibile per le sue foglie lanceolate con margine seghettato, e dall'orniello (Fraxinus ornus), mentre tra gli arbusti troviamo il maggiociondolo (Laburnum anagyroides), il sorbo montano (Sorbus aria) e il pungitopo (Ruscus aculeatus). Le aree semirupestri caratterizzate da rocce calcaree affioranti sono popolate da una folta vegetazione arbustiva composta da erica (Erica multiflora), ginepri (Juniperus communis e Juniperus oxicedrus) e bosso (Buxus sempervirens), relitto xerotermico del Terziario, specie di grande valore naturalistico non molto comune in Umbria.

Le rocce travertinose e umide costituiscono l'habitat ideale per felcimuschi ed epatiche, vegetali dall'anatomia piuttosto semplificata che necessitano di una costante presenza di umidità per garantirsi sopravvivenza e fenomeni riproduttivi. Tra le epatiche il genere più rappresentato è la marcanzia (Marchantia Polymorpha), presente nelle intercapedini delle rocce in cui l'acqua penetra e gocciola costantemente; per quanto riguarda le felci di notevole pregio è la lingua cervinia (Phyllitis scolopendrium) e il capelvenere (Adiantum capillus-veneris), mentre i muschi più abbondanti sono riferibili al genere Cratoneuron. Queste specie creano l'ambiente più particolare e suggestivo del Parco: grandi e soffici tappeti verde-smeraldo che ricoprono strati di rocce penetrate dall'acqua.

Lungo le sponde del fiume Nera insiste la classica vegetazione ripariale, in cui gli alberi presenti sulle rive opposte protendono le chiome fino ad intrecciarle formando gallerie fresche e ombrose. Il salice bianco (Salix alba), il più grande dei salici coi suoi lunghi rami e le foglie argentate, l'ontano nero (Alnus glutinosa) e il pioppo cipressino (Populus nigra) sono le specie maggiormente presenti. Infine, sul versante del monte Pennarossa prospiciente la Cascata, si trovano lembi consistenti di lecceta frammista a pini d'Aleppo (Pinus halepensis).

Per approfondire gli aspetti naturalistici e botani del territorio consigliamo le esperienze guidate

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